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Le vie del paese

Borgomaro

L’abitato è costituito da un reticolo di strade regolari, con le case disposte a scacchiera. Si tratta infatti di un insediamento controllato e pianificato durante il controllo signorile dei Lascaris. Molini e frantoi utilizzano i canali (“beudi”) realizzati lungo il torrente. All’interno del paese si trovano anche edifici di rilievo, come il palazzo in forma di casa torre già Ventimiglia e poi residenza del marchese Doria, con portale e finestre bifore, datate al 1481. Lungo la via principale si osservano antiche botteghe e decorazioni murarie in pietra di valido qualità. C’è la chiesa di Sant’Antonio Abate: il suo aspetto finale è seicentesco, arricchita da stucchi, dipinti, altari di marmo intarsiato di stampo ticinese, uno splendido pulpito marmoreo settecentesco e il trittico con la salita al Calvario e i Santi Nazario e Celso, proveniente dalla pieve omonima ed opera cinquecentesca di Raffaele e Giulio de Rossi. Ma quello che rende speciale la chiesa di Borgomaro è il nostro parroco, don Ambrogio Bianchi.

Sempre pronto ad ascoltare e dare conforto a chi ne ha bisogno, in chiesa ma anche davanti ad un buon piatto di ravioli….
Borgomaro gente

Borgomaro è anche fatta di ponti, di case ottocentesche, come il palazzo Cassio Amelio, ora comunale, di piccoli oratori, di un convento francescano con chiesa dotata di varie opere d’arte, ora casa di riposo. I Carabinieri vi hanno stazione fin dal 1825. Borgomaro è a tutti gli effetti una piccola capitale dell’entroterra ligure occidentale.

Per i più curiosi: La pieve dei Santi Nazario e Celso di Borgomaro.

Isolata al centro della valle del Maro, prima chiesa battesimale, dalla quale si sono separate tutte le altre parrocchie della zona. É intitolata a santi lombardi, compatroni di Milano, in ragione dei rapporti antichi tra le Diocesi di Albenga e quella lombarda. Qui si veniva in origine per farsi battezzare, per la Comunione e, defunti, per la sepoltura. Al di là dello spartiacque anche Carpasio dipende da questa chiesa. Anticamente i funerali erano di competenza della Pieve del Maro e dunque andando da Carpasio a Borgomaro si incontrano un “cammino dei morti”, un “passo dei morti” ed un “rio dei morti”. Le parti più antiche sono alla base del campanile e sul fianco destro (entro il XII secolo). Il grande portale del 1498 termina una ricostruzione a tre navate, divise da colonne in pietra. Il portale di lato sinistro, riservato agli uomini, porta l’arma di Renato di Savoia, il “Gran Bastardo”, illustre condottiero, marito della contessa di Tenda, Anna Lascaris (matrimonio dal 1501 alla morte del cavaliere nella battaglia di Pavia nel 1525). Non mancano dipinti murali scoperti e restaurati recentemente in capo alla navata sinistra. A fianco c’è la canonica, con decorazioni architettoniche.
E a monte il “prato della corte”, luogo di festa e torneo, nonché di giudizio per i signori del vicino castello del Maro.
Borgomaro

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