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La Liguria come e perché

La Liguria è un lungo arco di territorio stretto fra il mar Mediterraneo, le Alpi e gli Appennini. Fa parte dell’Italia Settentrionale, con alcune singolari caratteristiche geografiche, naturalistiche, economiche e sociali. Regione marittima nell’immaginario di tutti con spiagge eccellenti (bandiere blu), ma anche e soprattutto entroterra con un’economia rurale collegata al controllo delle strade pastorali verso la pianura Padana (le antiche vie del sale). Ancora oggi la Liguria è la regione più ricca di boschi rispetto alla superficie totale.
Genova è il capoluogo dominante da secoli: divide la Liguria di Ponente da quella di Levante, territori con molte differenze. La Liguria di Ponente è stata in buona parte legata ai Savoia, quella di Levante guarda alla Toscana ed all’Emilia da un punto di vista culturale ed economico. Il Ponente ligure ha una sua essenza tra Finale e la zona del Principato di Monaco (dove si parla un dialetto simile al ligure occidentale) ed è un “incrocio di civiltà” in perenne dialogo con il mondo padano e quello provenzale. Un laboratorio dove si incontrano culture e saperi diversi salendo vertiginosamente dal mare verso oliveti e pascoli.
L’Uomo della Liguria occidentale ha sfidato la Natura e ha imbrigliato le colline con 138 milioni di metri cubi di muri a secco per coltivare olive, viti e fiori. Vivere con curiosità la Liguria occidentale significa regalarsi un’esperienza unica nel cuore del Mediterraneo.

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La Liguria occidentale beneficia di un clima splendido e di un connubio particolare fra costa ed entroterra. Un piccolo paradiso che è stato progressivamente scoperto dal turismo d’élite durante l’ultimo quarto del XIX secolo. L’arrivo della ferrovia che collega Savona a Ventimiglia, pienamente operativa dal 1872, accorcia i tempi di viaggio tra la Riviera e il resto d’Europa. Importanti medici segnalano il clima salubre della zona, la possibilità di cura offerta anche dai bagni di mare: così era possibile curare o tentare di alleviare molte malattie tipiche dell’epoca, come la tubercolosi. Alcuni personaggi d’eccezione soggiornano per primi, soprattutto a San Remo, invitati da famiglie abbienti del posto, come i Roverizio di Roccasterone. Si può ricordare tra i tanti la zarina Maria Alexandrovna nel 1874. La costa diventa così una sede di soggiorno stagionale, invernale, per chi non riusciva più a sopportare i climi nordici, soprattutto se proveniente dalle colonie d’oltremare. Si passa dalla creazione della Mortola degli Hanbury, creatori di un parco botanico eccezionale, allo sviluppo di Bordighera, Ospedaletti e San Remo, tutte villes de saison. Anche a Porto Maurizio ed Oneglie vengono costruiti dei Grand Hotel. Le persone che si fermavano in Riviera appartenevano alla alta società inglese, tedesca, russa e di altre nazioni. Nascono alberghi di assoluto rilievo, ville da affittare a ricche famiglie, kursaal, casino, luoghi di aggregazione. Un mondo che sarà spazzato via dalla seconda guerra mondiale, cui succede un turismo di massa più legato ai ritmi dell’estate.

Gli esordi del turismo

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