Relais del Maro

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Un percorso ambientale e storico: dal Maro al Colle d’Oggia e a Carpasio.

A livello storico, Carpasio è sempre dipesa dal Maro. Anche se valle Carpasina è tributaria dell’Argentina, Carpasio è stata legata alla chiesa dei Santi Nazario e Celso, da cui la parrocchia si separa nel 1424 ed ha seguito la vicenda storica del Maro. Per arrivare a Carpasio, oggi, si può passare da San Bernardo di Conio oppure salire da Ville San Pietro, giungendo a 1100 metri e approfittando della bellezza di pascoli continui e panorami. Il passaggio obbligato è a Colla d’Oggia (il nome deriva dalla presenza dell’opulus, “acero” in latino). Anche qui si ha il piacere di osservare panorami spettacolari sui diversi versanti di valle. La zona fa parte di un SIC (Sito di importanza comunitaria) a livello ambientale, centrato sul vicino monte Carpasina. Vi sono presenze di erbe officinali di rilevanti importanza, con lavanda e numerose specie di orchidee. Nei corsi d’acqua che da qui nascono si trova ancora il gambero di fiume e nella zona più di cinquanta specie di volatili protetti, tra cui l’aquila reale.

La discesa verso Carpasio è rapida. Carpasio è un abitato che conserva aspetti antichi nella copertura in pietra dei tetti, nella forma difensiva, nella memoria dell’attività pastorale. La chiesa parrocchiale è sotto il titolo di Sant’Antonino ed è frutto di una ricostruzione seicentesca su di un edificio precedente, con campanile pendente. Intorno al paese vi sono sacre cappelle e un piccolo santuario mariano. Poi le borgate di Carpasio, tutti minuscoli centri pastorali: Costa, Arzene, Glori, Ugello e Fontanili. A Costa si trova il Museo della Resistenza, situato in un vecchio casone già occupato dai partigiani.

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